LE NOVITA’ DELL’ EXPERTS MEETING DEL EHS SULLA DIASTASI DEI RETTI ADDOMINALI

La patologia della diastasi dei retti dell’addome è stata finora molto
sottovalutata, sia perchè collocata nell’ambito dei cambiamenti “ fisiologici”
della gravidanza, sia perchè poche ancora sono le ricerche scientifiche
mirate.

Nel corso dell’ultimo meeting della European Hernia society, tenutosi a Settembre 2019, è stata effettuata finalmente una proposta di classificazione dei quadri di gravità della patologia ed una serie di linee guida per inquadrarla, dalla diagnosi alla terapia.
Le proposte effettuate dal gruppo di esperti sono ancora al vaglio delle commissioni scientifiche, ma avendo preso personalmente parte al meeting, sono felice di poter comunicare alle pazienti le ultime novità sull’argomento,
sperando di poter fare un po’ di chiarezza su un argomento spinoso e reso probabilmente ancora meno comprensibile dalle notizie divulgate da esperti improvvisati e privi di base scientifica.

  • Distanza normale tra i muscoli retti dell’addome prima dei 45 anni:

    • 10 mm al di sopra della regione ombelicale

    • 27 mm in corrispondenza dell’ombelico

    • 9 mm al di sotto della regione ombelicale

  • Distanza normale tra i muscoli retti dell’addome dopo i 45 anni:

    • 15 mm al di sopra della regione ombelicale

    • 27 mm in corrispondenza dell’ombelico

    • 14mm al di sotto della regione ombelicale

  • Distanza normale tra i muscoli retti dell’addome in gravidanza:

    • 49-79mm al di sopra della regione ombelicale

    • 54-86mm in corrispondenza dell’ombelico

    • 44-79mm al di sotto della regione ombelicale

  • Distanza normale tra i muscoli retti dell’addome in puerperio:

    • 9-21mm al di sopra della regione ombelicale

    • 17-28mm in corrispondenza dell’ombelico

    • 12-24 mm al di sotto della regione ombelicale

CRIITERI DI CLASSIFICAZIONE DI GRAVITA’ DELLA DIASTASI DEI MUSCOLI RETTI ADDOMINALI

Per una corretta classificazione della diastasi dei retti addominali, poco spazio viene fortunatamente concesso alle cosiddette “autovalutazioni”, ed un inquadramento completo DEVE tener conto di una diagnosi effettuata da specialisti del settore.

Si identificano criteri precisi di valutazione, tra cui:

  • Tempo di comparsa/permanenza della diastasi

  • Profondità della diastasi

  • Lunghezza / estensione della diastasi

  • Presenza/ assenza contemporanea di ernie addominali (molto frequenti)

  • Presenza/ assenza di dolore addominale o lombare a riposo

  • Numero di precedenti interventi chirurgici

  • Numero di gravidanze precedenti

  • Presenza / assenza di difetto cutaneo (addome “cadente”)

Ad ogni criterio analizzato, se positivo o presente, viene assegnato un punteggio. La somma dei vari punteggi ottenuti può darci un grado di gravità della patologia (tabelle ancora in fase di definizione).