Aborto spontaneo e aborto ricorrente, cause e fattori di rischio: questo è il tema complesso e delicato di cui parlerò in questo articolo. In particolare: quando e perché si verifica un aborto spontaneo? Quali sono le cause dietro gli aborti ricorrenti?
Faremo un po’ di chiarezza e analizzeremo tutte le possibili cause.

Cosa si intende per aborto spontaneo?

Per aborto spontaneo si intende l’interruzione spontanea della gravidanza prima della 25ma settimana di gravidanza.
È un evento molto frequente, si stima che si verifichi nel 10-20% delle gravidanze. Nella maggioranza dei casi non è causato da nulla che la donna o il proprio partner possano aver fatto. Non ha spesso una causa specifica e generalmente si tratta di una situazione in cui il feto presenta incompatibilità con la vita.

Invece cosa si intende per aborto occasionale, ripetuto e ricorrente?

  • Aborto occasionale – è un episodio abortivo che si verifica per la prima volta, spontaneamente.

  • Aborto ripetuto – due episodi abortivi consecutivi prima della 20ma settimana nella storia ostetrica di una paziente.

  • Aborto ricorrente – la paziente ha avuto tre o più episodi abortivi consecutivi nella propria storia ostetrica.

Quest’ultima condizione configura il quadro della poliabortività, che merita di metter in atto uno screening ai fini della ricerca di una causa specifica.

Quali sono i fattori di rischio per un aborto spontaneo?

  • Età materna avanzata;

  • Numero di episodi abortivi precedenti (più alto è il numero di aborti precedenti, più alto è il rischio che se ne verifichino altri);

  • Fumo di sigaretta;

  • Alcool;

  • Droghe;

  • Caffeina;

  • Uso di farmaci antidepressivi durante il periodo di concepimento;

  • Fattori ambientali o occupazionali.

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Sappiamo quali sono le cause di aborto ricorrente?

Elenchiamo di seguito tutte le possibili cause di aborto ricorrente:

  • 1. Anomalie Cromosomiche

  • 2. Anomalie o malformazioni della cavità uterina

  • 3. Malattie autoimmunitarie

  • 4. Malattie endocrine

  • 5. Trombofilie

1. Anomalie Cromosomiche

Le anomalie cromosomiche rappresentano la causa più frequente di aborto spontaneo sporadico. Si ritrovano nel 50-70% degli aborti spontanei del primo trimestre e nel 5-10% di tutte le gravidanze. Dunque, nel caso di aborto ripetuto in una coppia, la ricerca di patologie genetiche può spiegare alcuni di questi eventi.

2. Anomalie o malformazioni della cavità uterina

È ormai universalmente riconosciuto che la presenza di neoformazioni nella cavità uterina o di malformazioni della cavità siano un fattore di causa degli aborti spontanei o ricorrenti.
Parliamo di polipi di grosse dimensioni, fibromi/miomi, setti uterini, sinechie/aderenze e altre patologie simili.
In presenza del sospetto di questo tipo di lesioni, la raccomandazione è quella di indagare con diagnostica ecografica 2D-3D, isterosalpingografia o sonoisterosalpingografia. Eventualmente si può ricorrere ad un’isteroscopia diagnostica/operativa, una chirurgia isteroscopica o una laparoscopia diagnostica/operativa in caso di necessità di correzione chirurgica di un difetto.

3. Malattie autoimmunitarie

Patologie come il Lupus Eritematoso Sistemico (LES) sono causa di un aumento di poliabortività nel 20-30% dei casi di pazienti affette da questa patologia. Utili in tal senso sono le indagini rivolte a diagnosticare questa patologia (dosaggio anticorpi antinucleo, anticitoplasma, anticardiolipina, etc.).
La raccomandazione, in caso di presenza di malattia o di una sua riacutizzazione, è di promuovere il concepimento in fase di remissione della patologia. Altrettanto importante è che la paziente si rivolga a uno specialista in malattie autoimmuni.

4. Malattie endocrine

Anche le patologie disendocrine o dismetaboliche hanno un ruolo nel causare abortività o poliabortività. Malattie come ipotiroidismo, diabete mellito, iperprolattinemia, insufficienza progestinica, causano possibilità di poliabortività nel 8-10% dei casi di pazienti affette da questo tipo di patologie.

Sebbene siano problematiche di contorno alla gravidanza, affrontabili anche da ginecologi con il monitoraggio degli esami ormonali, il consiglio è di affiancare al ginecologo un endocrinologo.

5. Trombofilie

In gravidanza, l’equilibrio del sistema emostatico del nostro corpo va incontro ad importanti modifiche. Tali cambiamenti riguardano soprattutto l’acquisizione da parte di molte componenti delle cellule sanguigne di un comportamento tendente alla coagulabilità del sangue. Questo avviene per molti meccanisimi, in previsione anche del momento del parto e del secondamento, momenti in cui le perdite ematiche possono essere molto abbondanti. Il corpo della partoriente deve essere quindi in grado di controllare fisiologicamente le perdite.

A volte, però, alcuni di questi meccanismi entrano in gioco fin dalle prime fasi di una gravidanza.