COS’E’ L’ EPISIOTOMIA

L’ episiotomia è un’incisione chirurgica che coinvolge il perineo femminile, in particolare nella zona compresa tra la vagina e lo sfintere anale.

L’ episiotomia è un’incisione chirurgica che coinvolge il perineo femminile, in particolare nella zona compresa tra la vagina e lo sfintere anale.
Per anni si è ritenuto che l’uso routinario dell’episiotomia al momento dell’espulsione del feto durante un parto vaginale aiutasse a prevenire estese lacerazioni vaginali durante il parto, e che fosse utile a preservare la muscolatura ed il tessuto connettivo di supporto del pavimento pelvico. Studi attuali hanno dimostrato invece che l’episiotomia non previene affatto questo tipo di problematiche, e l’uso routinario di questa procedura è da evitare.
Viene infatti riservata a casi selezionati ed in condizioni in cui è effettivamente necessaria, ovvero in caso di:

  • Distocia di spalla (blocco della spalla del bambino a livello dell’osso pubico della madre)
  • Stati iniziali di sofferenza fetale acuta che possano necessitare un rapido espletamento del parto
  • Parto vaginale operativo (uso di ventosa ostetrica) per sofferenze fetali

EPISIOTOMIA: COME SI ESEGUE

Se si rende necessaria un’episiotomia, nel caso in cui la partoriente non abbia già un’anestesia attiva durante il travaglio (vedi partoanalgesia), il ginecologo o l’ostetrica potrebbero effettuare un’iniezione di anestetico locale (Lidocaina, Bupivacaina) nella zona in cui verrà effettuata l’incisione.

  • Incisione mediana: Incisione verticale, dalla parte inferiore della vagina ad ore 6.00 in direzione della regione anale, verticalmente. Tale incisione risulta molto facile da riparare, ma ha un’alta possibilità di estensione alla regione anale interna ed allo sfintere anale stesso.

  • Incisione medio-laterale: Incisione obliqua, di solito a partenza dal lato vaginale destro in direzione della regione inguinale destra – ore 8.00. Tale tipo di incisione offre maggiore protezione della regione anale, ma può essere leggermente più complicata nella sutura o portare un fastidio maggiore alla paziente nel periodo di immediato postpartum.

luigi fasolino episiotomia

SUTURA

A nulla vale il “ conteggio” dei punti di sutura. Si usa di norma un unico filo di sutura composto di materiale riassorbibile, in sutura continua o a punti staccati, monostrato o multistrato (più frequentemente). A seconda dei materiali e fili utilizzati, l’assorbimento può avvenire entro 5 giorni o durare fino a 90 giorni per materiali di sutura a lento assorbimento.

Rischi e complicanze dell’episiotomia

  • Lenta guarigione

  • Prurito

  • Ematoma vaginale

  • Incontinenza fecale (per estensione di episiotomie mediane fino allo sfintere anale)

  • Dolore ai rapporti sessuali

Raccomandazioni

L’atto dell’ evacuazione può risultare doloroso, ed a volte la paziente ha il timore di evacuare, credendo che i punti di sutura nello sforzo possano rompersi. Questo non accade quasi mai, una sutura chirurgica è studiata per risultare efficace nei giorni post-intervento ed assicurare tenuta.
E’ ovviamente fondamentale mantenere la parte genitale ben pulita con detergenti antibatterici, e rispettare l’igiene quotidiana come da consuetudine, almeno 3 volte al giorno. Utile può essere l’applicazione topica di pomate antiedemigene e di olii o prodotti che possano distendere ed ammorbidire i tessuti, limitando la “ tensione” data dalla sutura stessa (olio di mandorle, calendula, lipogel). Applicazioni di ghiaccio sulla parte interessata possono alleviare il fastidio nelle 24-48hh successive al parto.